Alpi Cozie

Prendono il nome dell'antico regnante locale Cottius; nell'Alto
Impero costituirono una provincia romana col nome di Alpes Cottiae.
Il Monviso (3841 m) è la vetta più alta delle Alpi Cozie e ne costituisce il
simbolo; altre vette importanti, da Sud verso Nord, sono l'Aiguille de
Chambeyron (3409 m), il Pic de Rochebrune (3325 m), la Punta Ramiere (o Bric
Froid - 3303 m), il Monte Chaberton (3131 m) e il Pierre Menue (o Aiguille
de la Scolette - 3505 m).
Tra le vette delle Alpi Cozie si aprono diversi importanti passi, tra cui il
Colle della Maddalena (o Col de Larche - 1996 m), il Colle dell'Agnello
(2748 m, il più alto valico alpino internazionale, che collega l'Italia con
la Francia), il Colle del Monginevro (1854 m), il Colle della Scala (1778 m,
il più basso valico stradale delle Alpi Occidentali, che collega l'Italia
con la Francia) ed il Colle del Moncenisio (2084); sotto il massiccio del
Frejus sono stati scavati i Trafori del Frejus (ferroviario e autostradale).
Dalle Alpi Cozie nascono i seguenti fiumi: dal versante italiano nasce il Po
ed alcuni dei suoi affluenti (principalmente la Dora Riparia, il Pellice, il
Varaita, il Maira, il Chisone e la Stura di Demonte); dal versante francese
nascono principalmente l'Ubaye, la Durance e l'Arc.
Dal punto di vista orografico le Alpi Cozie si collocano lungo la catena
principale alpina.
Prima prefettura fittizia con a capo la dinastia dei Cottii, poi a partire
dal 63 d.C. provincia retta da un procurator Augusti di rango centenario. La
capitale si trovava a Segusio, (l'attuale Susa, in Piemonte). Nel 297 d.C.,
con la riforma dioclezianea, la provincia scomparve a favore delle vicine
Alpi Marittime.
L'arco d’Augusto a Susa, l'antica Segusium, capitale delle Alpes Cottiae.
Il territorio fu chiamato Alpi Cozie in onore di Cottius, capo della locale
tribù dei liguri, stanziata nell'area agli inizi del I secolo a.C., il cui
territorio fu inglobato nell'Impero romano al tempo di Cesare Augusto.
Dopo un breve periodo di protettorato, la prima sistemazione amministrativa
del territorio avvenne con l’integrazione del regno di Cottius nel sistema
politico romano, grazie alla concessione del titolo di praefectus e della
cittadinanza romana al regnante alpino, che assunse il nome di Marcus Iulius
Cottius. Ciò avvenne intorno al 9-8 a.C., come ricorda l’iscrizione
dell’arco di Susa, nel quale sono anche nominate le popolazioni, civitates,
sottoposte all’autorità del re-prefetto. Questo cambiamento di regime
modificò l’estensione del dominio di Cottius, il quale perse una parte del
versante italiano (civitates quae sub eo praefecto fuerunt dell’iscrizione
di Susa), e ricevette in cambio una parte delle Alpi Marittime .
Alla morte di Cottius, succede la padre il figlio, Cottius II, che nel suo
lungo regno aumenterà il territorio amministrato dal padre, grazie ad un
‘dono’ da parte di Claudio.
Nel 63 d. C., con la morte di Cottio II, Nerone costituì la provincia (Svet.,
Nero, 18).
IL REGNO DI RE COZIO
Re Cozio, era capo di una confederazione di tribù di entrambe i versanti
alpini. La data supposta di costituzione del regno è da collocare non prima
del 218 a.C., poiché nei documenti che parlano del passaggio di Annibale non
si fa cenno ad un regno alpino. Tramite i monumenti eretti da Augusto come
il trofeo di La Turbie e l’arco di Susa, e ancora passi delle opere degli
storici antichi è possibile dare un resoconto di quelli che erano i popoli
di questo regno. Nel versante piemontese conosciamo il nome ed il relativo
territorio dei popoli appartenenti a questa unità amministrativa, come i
Segusini che abitavano Segusio, l’odierna Susa, il loro territorio spaziava
da Ocelum collocata presumibilmente nella zona fra Avigliana e Villardora
(forse coincidente con Ad Fines, luogo di culto e di pedaggio, l’odierna
Drubiaglio), al colle del Moncenisio. Altro loro centro importante e forse
fortificato era Excigomagus da collocare presumibilmente nei pressi di
Exilles. I Vennavi della Val Cenischia (da cui Venaus), i Belaci nel
territorio tra Salbertrand e Bardonecchia, i Segovii stanziati nella conca
di Goesao (Cesana). La Valle Chisone era popolata dagli Iemeri, la Valle
Pellice dai Maielli, infine nella Valle del Po erano stanziati i Vibelli, da
cui il nome latino di Forum Vibi, nei pressi dell’odierna Barge. Nel
versante francese troviamo i Savincates presenti anche nell’alto corso della
Durançe (da cui il toponimo Sauze, presente peraltro in ambo i versanti), i
Caturigi posti nella città di Chorges (Caturigomagus) ove si sono trovate
iscrizioni relative a loro, i Tebavi pare fossero nella valle dell’Ubaye.
Gli Ectini e i Veamini nella valle della Tinèe, i Venisani fra il colle del
Lautaret e Briançon, abitavano la Morienne e in particolare la valle dell’Arc
da Aiguebelle al Moncenisio i Medulli, gli Adanates in luogo ad oggi
sconosciuto, i Vesubiani nella valle della Vesùbie, i Quariati nel
territorio del Queyras che porta il loro nome
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